venerdì 26 marzo 2010

E' morto Omar Pound, figlio di Ezra. Traduttore e angelo custode dell'opera del padre

Si è spento, all'età di 83 anni nella sua casa nel New Jerseym, il poeta e traduttore Omar Shakespear Pound, figlio del poeta statunitense Ezra Pound (1885-1972). Lascia la moglie Elizabeth Parkin e le figlie Katharine and Oriana. L’annuncio della scomparsa, che risale al 2 marzo scorso, è stato pubblicato oggi, a funerali avvenuti, dal quotidiano britannico "The Times", che ha appreso la notizia da fonti accademiche di Londra dove Omar Pound ha a lungo vissuto e lavorato.
Una vita da traduttore. Nato il 12 settembre 1926 a Parigi dalla moglie Dorothy Shakespear, un’artista inglese, Omar aveva una sorellastra, Mary Pound, nata poco prima di lui, il 9 luglio 1925 a Bressanone, dall’amante Olga Rudge. Celebre traduttore in inglese di testi poetici persiani e arabi, negli ultimi tre decenni Omar Pound ha dedicato la sua vita all’opera del padre, curando un volume di lettere di Ezra Pound e tre volumi di corrispondenza dell’autore dei "Cantos", che durante il regime fascista, vivendo in Italia, fu sostenitore di Benito Mussolini e dopo la guerra fu rinchiuso in un manicomio criminale negli Usa per il suo collaborazionismo con la dittatura.
Custode della memoria del padre. Il figlio del controverso poeta modernista ha pubblicato anche il carteggio di Ezra Pound e Dorothy Shakespear durante gli anni del fidanzamento (1909-1914) e il libro "Margaret Cravens: A Tragic Friendship - 1910-1912" (1988), che racconta l’amicizia di Ezra con Cravens, una musicista americana che viveva a Parigi e che fu la prima patrona del poeta. Omar Pound ha tradotto numerose raccolte poetiche e di favole di autori persiani dal XIII al XV secolo ed ha dedicato quasi 40 anni all’insegnamento, dopo aver studiato in Francia, in Inghilterra e in Iran, dove si specializzò in lingua persiana. È stato professore a Boston, Londra e Cambridge. Nel 1980 si trasferì negli Usa, insegnando alla Princeton University e contemporaneamente dedicandosi all’opera di curatela del padre.

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