mercoledì 4 marzo 2009

E Papa Pacelli ordinò: salvate gli ebrei nel monastero

Pacelli "ordinò" ai conventi romani di accogliere gli ebrei perseguitati dai nazisti. Il Vaticano lo ha sempre sostenuto. Ora c'è anche un documento che - ha annunciato ieri la Radio Vaticana - uscito dagli archivi di una congregazione religiosa romana, lo attesta "nero su bianco". Nel suo genere, quasi un colpo di scena. L'ennesimo su uno dei più discussi pontefici del secolo passato, accusato di essere stato in "silenzio" di fronte alle deportazioni degli ebrei romani, secondo una tesi lanciata in una rappresentazione teatrale del 1963, "Il Vicario", circa 20 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Tesi sempre respinta dalle autorità pontificie, unitamente a organizzazioni ebraiche internazionali e, persino, da figure come Golda Meier, la prima donna premier dello Stato di Israele.
La pubblicazione di questo nuovo documento servirà a sgomberare definitivamente le ombre su Pio XII anche in vista dell pellegrinaggio papale in Terra Santa? Oltretevere ci sperano vivamente. E non è un caso che la notizia sia stata diffusa dalla Radio Vaticana. La lettera è datata novembre 1943 e fa parte del "Memoriale delle religiose agostiniane del monastero dei Santissimi quattro coronati di Roma". "Il Santo Padre - vi si legge - vuol salvare i suoi figli, anche gli ebrei, e ordina che nei monasteri si dia ospitalità a questi perseguitati". In calce alla lettera c'è un elenco di 24 ebrei segnalati alle suore per essere ospitati nel convento "per aderire - si sottolinea nell'appunto - al desiderio del Sommo Pontefice".
E' "una rara testimonianza", ha commentato all'emittente pontificia padre Peter Gumpel, gesuita e autorevole storico, relatore per la causa di beatificazione di Pio XII. Lettere analoghe - assicura il religioso - furono fatte recapitare dalla Curia vaticana in tanti altri monasteri dentro e fuori Roma, con l'intento di salvare il maggior numero possibile di vite umane, a partire dagli ebrei. "Si tratta di un documento che io stesso ho ottenuto dalle suore agostiniane - rileva padre Gumpel - un documento scritto, per questo importante. Non è l'unica testimonianza che abbiamo in tal senso. Ci sono numerose testimonianze orali, non solo di suore, sacerdoti, ma pure di altri, ma mancano spesso dichiarazioni contemporanee scritte e questo ha dato occasioni ad alcuni - che continuano ad attaccare Pio XII - di contestare e di dire che 'non ci sono documenti che lui abbia mai fatto qualche cosa durante la retata degli ebrei romani il 16 ottobre 1942'. Questa è una totale falsità. L'unica cosa da rilevare è che in tempi di persecuzioni e in situazioni come allora si vivevano a Roma, una persona prudente non metteva molte cose 'nero su bianco', perché c'era il pericolo che queste cadessero nelle mani dei nemici e poi si prendessero misure ancora più ostili verso la Chiesa cattolica".
"L'opera di salvataggio di Pio XII, attestata d'altronde anche da molte fonti ebraiche stesse - prosegue il postulatore - fu fatta attraverso messaggeri personali e sacerdoti, che venivano inviati a varie istituzioni e case cattoliche qui, a Roma, università, seminari, parrocchie, conventi di suore, case di religiosi, sempre con il messaggio: 'Aprite le vostre porte a tutti i perseguitati dai nazisti', ciò che valeva in primo luogo, naturalmente, per gli ebrei".
"Esistono altri due documenti scritti - rivela ancora il gesuita - ; uno fu inviato al vescovo di Assisi, monsignor Nicolini, che lo fece vedere al suo collaboratore, il reverendo Brugnazzi; tutti e due furono poi decorati dallo Yad Vashem come 'giusti tra i gentili'. Qui a Roma abbiamo invece ormai questo documento della cronaca delle suore agostiniane di clausura. Ripeto: è un'ulteriore conferma che può essere utile nei confronti di coloro che persistentemente vogliono denigrare Pio XII e con ciò attaccare la Chiesa cattolica".
Un documento, dunque, che potrà accelerare anche la causa di canonizzazione di papa Pacelli? "Spero di sì - risponde padre Gumpel - la causa di canonizzazione di Pio XII ha avuto l'ultimo verdetto in data 9 maggio 2007, in cui 13 tra cardinali e vescovi che costituiscono il tribunale più alto della congregazione delle Cause dei santi, all'unanimità si sono pronunciati positivamente a favore delle virtù di papa Pio XII. Attendiamo tutt'ora la firma del decreto da parte di Sua Santità Benedetto XVI".

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