lunedì 14 settembre 2009

Ora il Governo aiuti i cittadini

Dopo Brunetta ora ci vuole Biondina. Non parlo dei Ricchi e Poveri ma di un altro ministero che svolga un ruolo simmetrico al ministro bonsai e che prosegua su altri versanti e sulla concreta tutela dei cittadini la sacrosanta difesa di Tremonti degli italiani dalle banche. È stata giusta e fruttuosa la campagna di Brunetta per colpire l’assenteismo dei dipendenti pubblici. Capisco le reazioni tra gli statali che si sono sentiti il fiato sul collo (e non dite il collo dei piedi per alludere al ministro bassotto); ma Brunetta ha avviato un discorso di serietà, di efficacia e di merito. Ora, per integrare l'opera di Brunetta, ci vuole alla ripresa d'autunno una piccola grande rivoluzione riguardo alle zone oscure del privato: gli italiani avvertono, con giusta ragione, che sono vessati, raggirati, sfruttati e spremuti da una galassia di mediatori che sono diventati per i cittadini importanti quanto la sanità e la scuola, la burocrazia e i ministeri: mi riferisco non solo al fantastico mondo delle banche, delle carte di credito ma anche delle compagnie telefoniche e dei gestori di internet, le compagnie di viaggio e le assicurazioni, per allargarsi via via alle agenzie che controllano i nostri scambi, le nostre comunicazioni, i nostri soldi, le nostre auto.
Avvertiamo quotidianamente la sensazione di essere truffati: tariffe che non corrispondono ai servizi, clausole invisibili che azzerano i benefici annunciati e arrecano malefici, contratti che tacitamente mutano e peggiorano le condizioni di partenza, ricatti, disservizi e flessibilità a senso unico, alto tasso di misteriosi errori quasi sempre a danno degli utenti, e una gerarchia dei diritti che funziona a rovescio. Ovvero se sei fedele a una compagnia telefonica, a una banca, a un gestore, le tue condizioni peggiorano anziché migliorare, perché viene premiata l'infedeltà, perché si incoraggia sempre il nuovo cliente a danno del vecchio. Più sei un pagatore puntuale e obbediente, più ti spremono e ti raggirano. E viceversa se contesti, se minacci azioni legali, se mostri di avere cognizioni di causa e solidi agganci, allora anche quelle che sembravano norme oggettive, valide per tutti, vengono rinegoziate e modificate. E allora tu vedi gestori telefonici importanti, banche pompose, che trattano come nei suk col singolo cliente condizioni diverse e meno sfavorevoli.
Ho avuto diverse esperienze in merito, e ne ho sentite tantissime da amici e conoscenti. Ogni volta che ho cercato di far valere un diritto non è stato possibile; solo temendo mie azioni me l'hanno concesso come un favore; non come regola ma come strappo alla regola. Un sistema mafioso-magliaro che dimostra come la fama di maggiore serietà ed efficienza del privato rispetto al pubblico sia spesso usurpata. Provate a cercare di parlare con i numeri verdi o avere spiegazioni ragionevoli o addirittura autorevoli per un disguido; provate a chiedere rimborsi per fatture sbagliate, per viaggi annullati o per utenze che non avete in realtà usato o che avevate disdetto per tempo; impresa solitamente frustrata. Si potrebbe, anzi si dovrebbe, fare una puntigliosa inchiesta con relativi paragoni tra aziende e servizi su questo enorme campionario di vessazioni, disguidi e di truffe.
Di solito queste compagnie di marpioni contano su una doppia considerazione: se l'utente è un poveraccio non ha i mezzi e le conoscenze per farsi valere; se l'utente è invece una persona abbiente e informata, non perde mezza giornata per tentare di recuperare pochi euro. E così la fanno franca, puntando sull'ignoranza e la rassegnazione, o sulla fretta e l'estenuazione degli utenti
Di tutto questo nessuno risponde, anche perché trattandosi di milioni di microcasi, isolati nella loro singolarità, non hanno rilevanza specifica. Ma diventano una rilevanza sociale se si pensa alla loro globalità. Bene, a chi rivolgersi, come reagire? Allora mi chiedo: perché non è possibile avere in questi casi lo Stato amico? Perché lo Stato deve essere solo occhiuto esattore, sottile persecutore e nemico del cittadino sulle strade e perfino in casa, nel fisco e nei controlli di polizia? Perché non può esserci anche un versante positivo dell'intervento pubblico, che faccia nascere nella realtà e nella considerazione degli italiani l'avvento di uno Stato amico? Come ci sono uffici, corpi e indagini sui cittadini, la loro fedina penale, la loro condotta fiscale, perché non si può distaccare parte dei numerosi impiegati, dirigenti e anche forze dell'ordine e della guardia di finanza a controllare e punire gli abusi di queste compagnie telefoniche, di queste banche, delle utenze internet, delle assicurazioni e così via? Perché dev'essere possibile denunciare un immigrato clandestino e non è possibile denunciare una bolletta irregolare? Perché non ci può essere uno sportello pubblico in ogni comune dedicato proprio a questo, non solo a quel che i cittadini devono dare alla cosa pubblica ma anche a quel che i cittadini si vedono defraudare da compagnie private di ventura?
Certo, mi direte che in teoria c'è già chi è preposto a questo; ma nella realtà sappiamo che i cittadini sono impotenti e abbandonati rispetto a questi pachidermi privati. Badate che non parlo di low cost o di piccole associazioni banditesche, parlo di grandi gruppi che controllano la finanza, la comunicazione, le polizze, l'hardware e il software del paese. Per non dire di società private con larghe zone d'ombra che gestiscono settori un tempo pubblici, per esempio legati alle ferrovie e all'alta velocità, allo smaltimento rifiuti e a imprese che lavorano negli aeroporti. In alcuni casi si sente odore di camorra.
Ma al di là delle ombre criminali, occorre una tutela dei cittadini dai disservizi e dalle angherie del privato. Sarebbe una gran cosa che nascesse un difensore pubblico e non solo le pur apprezzabili associazioni private di consumatori o i pur meritori programmi televisivi in questo senso. Dichiarazioni promettenti sul rapporto tra banche e sulle famiglie italiane sono state pronunciate da Tremonti. Un piccolo sforzo, Berlusconi e soci, per avviare in questo paese una rivoluzione pubblica, civile e sociale, verso uno Stato Amico. Fatevi sentire dalla nostra parte; ci guadagniamo tutti già solo in fiducia, governati e governanti.
(di Marcello Veneziani)

Nessun commento:

Posta un commento