domenica 2 gennaio 2011

È ora che Saviano rinneghi la difesa di quel criminale


È ora che Roberto Saviano venga allo scoperto sul caso Battisti. È arrivato il momento di essere chiari, di non cincischiare, di non essere vaghi. Voi direte: cosa c'entra lo scrittore napoletano col terrorista rosso che Lula ha deciso di non consegnare all'Italia? C'entra, eccome se c'entra. Il nome di Saviano compare infatti nella famosa "lista della vergogna" di oltre duemila persone che nel 2004 fecero un appello delirante a favore di Battisti quando fu arrestato a Parigi dalle autorità francesi. Un documento in cui, tanto per capire che razza di idee sostengono questi signori, l'assassino dei Pac diventato romanziere viene presentato come "un uomo onesto, arguto, profondo, anticonformista, in una parola un intellettuale vero".

Battisti viene dipinto come un perseguitato dai neofascisti "degli anni Settanta, da militanti della P2 e di Gladio....e dal governo italiano attuale". Dunque "sarebbe un delitto" riconsegnarlo all'Italia. Saviano, all'epoca un giovane studente e scrittore ancora sconosciuto, mette la sua firma sotto questa paccottiglia ideologica di basso livello.

D'altra parte i principali sostenitori di Battisti sono tutti amici suoi, persone con cui Saviano è cresciuto in ambito letterario: Valerio Evangelisti, Tiziano Scarpa, Giuseppe Genna e altri ancora. Molti si raccolgono intorno al sito "culturale" Carmilla. Per la verità, quando tre anni dopo la storia viene a galla, all'inizio Saviano nega pure di aver firmato quell'appello. Poi dice di non ricordare come gli era arrivato: "forse una catena di Sant'Antonio". Quindi ritira la sua firma perchè "questa causa non mi appartiene, non ne so abbastanza e per rispetto di tutte le vittime".

Un anno fa il sottoscritto ha posto via mail una domanda semplice semplice all'uomo diventato nel frattempo l'icona della giustizia nel nostro Paese: ma lei è favorevole o no all'estradizione di Battisti? La risposta è stata sconcertante. La riporto qui testualmente: "La vicenda Battisti ha molte contraddizioni processuali e ambiguità. Va risolta attraverso il diritto". Il che non vuol dire assolutamente niente. Fuffa allo stato puro. Insomma, nessuna parola chiara, anzi qualche sponda agli amici del terrorista. Siamo certi però che dopo tanto titubare il Saviano nazionale, l'uomo che è ormai diventato il simbolo della lotta alla criminalità e un mito per tante persone, vorrà spendere nei prossimi giorni qualche minuto del suo tempo per comunicare urbi et orbi come la pensa sul criminale Battisti. Senza se e senza ma. Uno come lui non può che sostenere le ragioni della giustizia italiana e delle vittime.

Dica ad alta voce che Battisti deve essere estradato, se la prenda un pò con Lula, mito della sinistra mondiale che ora appoggia un killer che ammazzava i commercianti solo perchè li considerava "porci" al servizio del capitalismo. Risponda almeno ad Adriano Sabbadin, figlio del macellaio di Caltana massacrato a colpi di pistola da un commando con in testa Battisti nel febbraio '79, che tempo fa gli chiedeva invano: "Davvero ha firmato quella roba lì? E se lo ha fatto, mi può spiegare perché? E soprattutto, oggi che è diventato, giustamente, un punto di riferimento per tanti giovani, può spendere una parola anche contro il terrorismo? Se lo ritiene opportuno». E, sempre se ne ha voglia, lo faccia magari insieme a Fabio Fazio in televisione. Non c'è solo Berlusconi da mettere nel mirino.

(di Giuseppe Cruciani)

1 commento:

  1. Perchè non parliamo della lista dei firmatari per Adriano Sofri.... nella quale figurano personaggi come Giuliano Ferrara??

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